Spiragli

Maria Vittorini

Bastione della Fortezza Pisana
a cura di Giovanna Coltelli

Arti Visive

Il buio non è tutto uguale, ha sfumature diverse, nobiltà e abissi, è abitato da ricordi, dal desiderio dell’ignoto.
È l’oscurità che si vuole esplorare, il notturno  che attende l’alba, o dal quale si sguanta un bagliore che arde e cancella nella caverna della nostra mente le ombre del mondo.

Il buio orchestra le forme di queste opere che spesso sono realizzate anche con materiali di recupero, secondo una logica suggerita da intuizioni visive che si fanno largo. Che chiedono di potersi materializzare. Una emersione di una nuova coscienza corporea veicolata da un linguaggio segnico che aspira a evocare, a sovvertire, a sintetizzare la poetica minerale del metallo e dei colori, quella organica del legno, quella metafisica della scrittura, esiliata ai confini dell’invisibile. In alcuni lavori resta la traccia del passato, in altri  l’opera svela  una nuova metafora di se stessa  in una visione drammatica o fantastica, ma sempre legata fortemente alla realtà.