Civitas Cosimi

Roberto Ridi

dal 26 agosto al 30 settembre

Fortezza Pisana

Fotografia

Cosmopoli è la città che Cosimo I de’ Medici fonda nel 1548: una roccaforte inespugnabile dalla posizione strategica sui traffici marittimi, un Kosmos di ordine e razionalità, ma anche un microcosmo animato da una cittadinanza eterogenea. Roberto Ridi traduce questa complessa mescolanza in Civitas Cosimi, attraverso un’importante collaborazione con l’architetto Leonello Balestrini e l’archivista Gloria Peria, nella sapiente selezione di volti autoctoni e adottivi dell’Elba, di scenari e di fonti storiche. Trionfali tableaux vivant illustrano episodi storici che rappresentano la nascita della Portoferraio medicea fino al 1575, divulgando l’idea di armonia e di ordine promossa da Cosimo I nella creazione di una civitas che sia anche culla culturale e artistica.

Questo aspetto si traduce proprio nella compenetrazione tra fotografia e pittura. Attraverso la luce naturale supportata da torce, fuoco e lucerne l’autore rende l’immagine fotografica dotata della stessa trasparenza della pittura a olio dei grandi maestri del seicento. La luce di taglio svela gli scenari e la maraviglia dei nuovi cittadini che assistono alla nascita dell’urbe.

Da figure corali nelle scene dei tableaux vivant, gli abitanti dell’antica Portoferraio assumono il ruolo di protagonisti assoluti nei tondi. Questi formati tipicamente rinascimentali vengono adottati per la ritrattistica e le scene di genere. Ridi dimostra il suo interesse etnografico per l’individuo anche in contesti picareschi e illustra una cittadinanza davvero variegata dove si mescolano più fonti figurative.

La rappresentazione dei nobili è solenne, richiama l’iconografia del ritratto cinquecentesco della corte medicea con sfondi senza tempo che sottolineano i cromatismi del panneggio e l’incarnato dei soggetti.

Si contrappongono a queste figure severe e eteree quelle del mondo domestico, fortemente sinestetico per la luce caravaggesca e l’impostazione compositiva vicina alla scuola di Utrecht e a Dirck van Baburen nel microcosmo dei diseredati e dei tre loschi figuri che emergono dall’oscurità. Questi ultimi rappresentano l’antitesi all’ordine e alla razionalità del Kosmos, il Chaos presente in ogni civiltà. Intenzione dell’autore è infatti quella di indagare su un’ umanità,i cui archetipi si rivelano assolutamente universali.