Cellule. Forme poetiche nella natura

Walter Puppo
8 giugno – 30 settembre 2019
Esposizione permanente – Fortezza Pisana
Installazione/scultura nel centro storico – Piazza For di Porta

Parlano i sassi

È dello spirito casta geometria
quel porre di scogliere i rudimenti
in forma di testuggine, e magia
del bel colore portato dai venti.

È del mare grammatica sonora
quel globo azzurro di squarcio visivo
mentre nell’acqua il cielo si addolora
per l’arriccio del colpo in arrivo.

È della cava roccia il gran respiro
di quarzo giallo e di ematite rossa,
carne dell’Elba e volto del mistero.

È di battigia il palpito ciarliero
dei sassi come chicchi e come ossa
a far musica e danza a capogiro.

di Manrico Murzi

Cellule. Forme poetiche nella natura
Le forme di Walter hanno bisogno di quel tipo di attenzione (contemplazione); animate da una vita silente”, rimangono mute agli assalti di una considerazione frettolosa, mentre con il pudore e la determinazione delle creature riservate, che è poi lo stesso dell’artista, sanno svelare a chi si ferma e resta ad osservare; tutto un cosmo armonico e allusivo, insieme geologico e stellare,
mosso da un perenne impercettibile movimento musicale, una lenta danza universale alla quale noi stessi siamo chiamati a partecipare quasi senza saperlo.

Così sono nate le “cellule”: la forma sintetica, allungata, frontale, riporta per ammissione dell’artista “a visioni arcaiche, pietre, isole e organismi strettamente legati alla natura”, ma come accade alle forme e ai simboli lasciati per lungo tempo a sedimentarsi nella memoria, ciò che resta della loro esistenza è soltanto l’impronta, la traccia abrasa e quasi senza peso; ne potrebbe essere altrimenti, pensavo qualche anno fa, nella condizione di frammentarietà e di solitudine del presente; dunque “cellule” come ossi di seppia della contemporaneità.
di Susanna Ragionieri

The stones are talking

It is chaste geometry of the Spirit
that placing rudiments of reef
in the form of a Roman tortoise, and magic
of beautiful colours carried by the wind.

It is resonant grammar of the sea
that blue globe of a visual gash
while in water the sky is grieving
because of a coming curl from a sea stroke.

It is the great breathing of a rock quarry,
yellow quartz and red hematite,
flesh of Elba and face of mistery.

It is the talkative palpitating beat
of stones which, as candies and bones,
give music and dance in dizziness.

by Manrico Murzi

Cells, poetic shapes of nature
Walter’s works need this type of attention; they are animated with a “silent life” remaining dumb when observed in haste. But it they are contemlsted with the modesty and determination that the artist himself posses, they will open up a whole harmonic and allusive cosmos, geological and astral, moved by an almost imperceptible continuous musical movement, a slow, universal dance to which we are called to partecipare, almost without being aware of it.


This is how the “cells” were created the artist himself acknowledges that the concise, eleganted shape, brings back archaic visions, rocks, islands and organisms closely tied to nature, but as happens with all forms and symols that lay buried for a long time,all that remains of their existence, is an imprint, a barely scratched surface, almost without substance.

by Susanna Ragionieri

Walter Puppo
Nato a Portoferraio, Isola d’Elba, nel 1957.
Diplomato nel 1984 in Pittura all’Accalmia di Belle Arti di Firenze.
Da molti anni espone in tutta Europa. Alcune delle sue esposizioni: museo Marino Marini di Firenze, galleria Immaginaria di Firenze, galleria Artlease di Utrecht, galleria Orly Sud di Parigi, galleria Farel a Losanna e Museo Pecci di Prato

www.walterpuppo.com

Walter Puppo